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L'esperimento sociale

  • Di cosa si tratta?
  • Prima una premessa. Sei interessat* a conoscere, incontrare il sottoscritto oppure, più banalmente, vuoi passare una serata diversa a conversare, bere qualcosa, <attività a piacere> con qualcuno guardandolo in faccia, sentendo la sua voce e/o in un luogo diverso dalla stanza dove hai il tuo PC/Mac e consulti Tumblr abitualmente?
  • Potrei essere interessat*. Quindi?
  • Se l'idea che ho esposto sopra ti "stuzzica", contattami! Posta, email/MSN/Messenger (bloggerinside@gmail.com) per metterci d'accordo sul dove e sul quando.
  • Alt! Fermi tutti! Non sarai l'ennesimo sfigato su Tumblr che usa questi mezzucci per...
  • Alt! Fermo tu lettore! : ) Non mi reputo sfigato né sto cercando di elemosinare qualcosa, né sono alla "canna del gas": sono anni che chatto e frequento i cosiddetti social network e li ho sempre frequentati con l'aspettativa di conoscere persone e non come passatempo o strumento per esprimere pubblicamente pensieri. A questo scopo ho utilizzato dapprima il blog su Splinder http://bloggerinside.splinder.com/ ed oggi strumenti quali Twitter https://twitter.com/#!/bloggerinside. Nella cosidetta vita "reale" le mie amicizie (anche se poco frequentate) nascono anche da altri contesti (anzi, prevalentemente direi) così come faccio anche altro che non sia "stare su Tumblr" per quanto la mia vita, nel presente, sia semplice e relativamente "tranquilla". Pertanto, l'"esperimento" nasce in quest'ottica.
  • Ok, ho capito: sei l'ennesimo sfigato...
  • ...Addio e a mai più avere a che fare. AVANTI *L* PROSSIM*! : D
  • La proposta vale per maschi e femmine?
  • Sì: per questo ho usato l'asterisco (convenzione per indicare il neutro) nei sostantivi/articoli/aggettivi.
  • Riguardo all'età?
  • L'esperienza passata m'insegna che, per come sono fatto, ho poco da spartire con le persone sopra i 40 anni. Stesso discorso sotto i 18 anni (salvo eccezioni).
  • Riguardo al fatto che non ho una foto sul mio profilo?
  • Non c'è problema anche se preferirei sapere che faccia ha Tizi* prima di doverl* trovare in stile "caccia al tesoro".
  • Riguardo al mio aspetto fisico?
  • A meno che non ci sia da parte tua l'aspettativa di far sesso (unici contesto in cui per me conta l'aspetto fisico) o diventare la tua "dolce metà" (vedi quanto detto poco fa, essendo inconcepibile per me una relazione senza sesso...), non c'è problema.
  • Diciamo che ho queste aspettative...
  • Apperò! ...Diciamo allora che se c'è un secondo fine nella conoscenza, ci sono solo due appunti da fare: uno ovvio che presuppone che anch'io debba avere il tuo stesso fine, ma questo passa per un minimo di conoscenza appunto. Il secondo, meno ovvio, è che ci sono solo due peculiarità fisiche che mi "frenano": un viso brutto e/o il forte sovrappeso. Per il resto, non sono e credo mai sarò un'estremista dell'estetica.
  • Riguardo al mio status sociale/economico/studi fatti?
  • Mi ritieni classista o, più semplicemente, così idiota? : D
  • Se tu ti ritieni stupid*, classista, ignorante sì è un problema per me, in caso contrario ti sei rispost* da sol* : )
  • Ideologia politica?
  • Se si vuole tener fuori la politica dalla conversazione no problem. In caso contrario è giusto che tu sappia ciò che non sono, ovvero berlusconiano, conservatore e liberalista.
  • E' un problema il fatto che sono lesbica/gay?
  • Io sono eterosessuale e non sono interessato ad esperienze omosessuali. Detto ciò, se non è un problema per te la mia identità di genere...
  • Dove ci s'incontrerebbe?
  • Qualsiasi luogo geografico nei confini di Milano città oppure, se proprio non è possibile, in provincia. Oltre diventerebbe troppo impegnativo per lo spirito con cui porto avanti questo "esperimento".
  • Quando ci s'incontrerebbe?
  • In serata durante la settimana, nel corso della giornata durante i weekend.
  • Programma dell'incontro?
  • Qualsiasi proposta è ben accetta basta che non si tratti di, causa insofferenza personale: aperitivi pre-cena, cene, serate in discoteca :) Il programma ideale, per i miei gusti, è una birretta in un locale scambiando quattro chiacchiere.
  • Mi vuoi stuprare/drogare/rapinare/uccidere? Vuoi propormi attività illegali?
  • Assolutamente no! : )
  • Vuoi portarmi a letto?
  • Domanda tipica di chi è diffidente a questi "esperimenti" ed agli incontri nati attraverso la Rete.
  • Risposta secca: no, non è lo scopo dell'incontro. Risposta articolata: per finire a letto con una donna dev'esserci consenso e non è nella mia natura far leva per far sesso con una donna o "provarci" (a meno di non ricevere segnali in tal senso).
  • ...e se ti attraessi sessualmente?
  • Vedi sopra. Ciò nonostante, da single e non sentimentalmente/sessualmente impegnato ad oggi, se l'attrazione fosse reciproca e ben manifestata la risposta sarebbe un sì, ma non credo che questo creerebbe imbarazzo arrivati a 'sto punto : )
  • Vuoi metterti con me?
  • Vedi sopra e vedi sopra ancora : D Questa domanda, una donna se la deve porre, dopo un po' di conoscenza e frequentazione col sottoscritto. Mai stato vittima di colpi di fulmine (certo "mai dire mai")
  • Dammi un motivo per conoscerti...
  • I motivi sono contenuti nella premessa : )
  • Ok, mi hai convinto!
  • Bene! Contattami allora
  • Non ci penso nemmeno...
  • Nessun problema: sconosciuti come prima. Che ne dici?
    • #chat
    • #incontri
    • #conoscenza
    • #amicizia
    • #milano
    • #sesso
    • #sentimento
    • #sex
    • #sexo
    • #ricerca
    • #lol
    • #annunci
    • #sconosciuti
    • #vita
    • #amicizie
    • #tumblrize
    • #socializzare
  • 1 anno fa
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Uno, nessuno, centomila

Ovvero: ciò che siamo per noi stessi, come appariamo al prossimo (frutto di questa società deviata) e quanti invece sono meritevoli d’attenzioni dai deviati sopracitati.
Molto cinicamente, alla nascita si diviene, immutabilmente, croce o delizia per sé stessi in rapporto con gli altri e si pagano, per il resto della propria vita, le proprie “carenze”.
Che la fortuna vi abbia avuto in gloria…

    • #amicizia
    • #chat
    • #donne
    • #rilfessioni
    • #sentimenti
    • #sesso
    • #vita quotidiana
    • #thoughts
  • 1 anno fa
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Istruzioni per l’uso #1-bis (rationale)

Inanzitutto voglio ringraziare chiunque ha commentato e continua a commentare il post che precede questo: mi fa piacere constatare che ci sono persone interessate e coinvolte dall’argomento.
Detto ciò, credo sia opportuno rispondere a molte di queste persone e a molte riflessioni parallele che sono nate con un post a sé stante.
La premessa delle premesse è che tutto quello che scrivo non ha alcuna pretesa di essere imposto o considerato collettivamente come Verità: mi rendo perfettamente conto che possono esserci persone che la pensano diversamente da me e, per quanto sia una persona che se crede in un’idea cerca di convincere il prossimo ad abbracciarla, tollero la coesistenza di idee differenti tra loro anche se, com’è comprensibile, non mi astengo dal criticare, talvolta anche con toni accesi, ciò che non condivido.
Esaurito il doveroso cappello introduttivo, veniamo a noi…
Si è riflettuto sul perché aprire un blog. Io rimango dell’idea che un blog si apre se si vuole esplicitamente uno o più lettori: in caso contrario ci sono strumenti indubbiamente più efficaci ed ha senso che rimanga privato ciò che non si sente la necessità di far condividere attivamente.
E’ vero che nella (a)varietà di questo mondo ognuno ha i suoi (mas)turbamenti mentali: si va dal sottoscritto in cerca di una platea, a chi utilizza un blog come valvola di sfogo, passando per chi usa l’incipit “caro diario…” per i suoi post. Tutte scelte che hanno una propria dignità e, indubbiamente, possono essere utili alla persona ma rimane il fatto che, a meno di non rendere privato un blog, tutto passerà inevitabilmente per la visione altrui dei nostri sfoghi e/o del nostro diario e, a meno di non impedire di commentare, qualcuno si fermerà e lascerà una traccia del suo passaggio.
Insomma, che effetto farebbe immaginarsi qualcuno che, in mezzo ad altre persone, parla di sé stesso a voce alta senza rivolgersi a nessuno oppure senza curarsi del fatto che sia ascoltato e/o che riceva una risposta  e ne faccia scaturire una conversazione?
Andando oltre il semplice commento o per usare concetti altrui “” Ovviamente non mi aspetto che si utilizzino i blog per conoscere persone. Sarebbe come assistere a questo dialogo assurdo tra perfetti sconosciuti fino ad un attimo prima:
“Penso  che il socialismo democratico sia una tra le migliori ideologie politiche, non contando il fatto che le donne che abbracciano la socialdemocrazia sono di una sensualità travolgente…”
“Dissento da quanto dici: una donna emana sempre un erotismo che trascende dal credo politico!”
“Usciamo insieme?”

Però un blog molto spesso è l’espressione di una personalità, dei pensieri di un individuo. Il profilo su Splinder prevede anche che si scriva “chi si è”. Quale modo migliore per dire chi si è se non il blog stesso? Perché se, dopo la lettura di un blog, si trova la persona interessante a qualsiasi titolo, perché non conoscerla? Perché non riconoscere che tale fenomeno è comunque “…un interesse di questo tipo dovrebbe nascere in modo spontaneo e vicendevole..”? La spontaneità è lapalissiana mentre la vicendevolezza non la si può appurare finché non vi è un tentativo di conoscenza.
Capitan ovvio si premura anche di segnalare che ciò non implica che ci sia una pretesa che ogni commento debba essere scritto se e solo se vi è la garanzia di conoscenza di persona. Sono io il primo che ritiene ragionevole conoscere persone che vivono nella propria città, nella propria provincia e, con una lacerazione (altro che strappo…) alla regola, persone che vivono nella propria regione.
Certo, talvolta ci possono anche squarci alla regola sopracitata ma l’esperienza (ed il portafoglio) insegnano che per chi è goloso (come il sottoscritto) di frequentazioni con modalità “umane”, le distanze contano.
A parte quanto detto poco fa, per il resto non si tratta di nulla di così anormale.
A me è capitato, da quando ho aperto questo blog, di essere contattato per l’interesse suscitato e di spostare una conoscenza che era nata con qualche conversazione in chat, in una conoscenza vissuta di persona.
L’aspetto che mi ha colpito di più e che mi porta a difendere le potenzialità di questo strumento, dissentendo in modo sostenuto quando vengono sminuite le potenzialità sociali di Splinder, è stato il fatto di aver ricevuto (dopo un periodo breve di conversazioni in chat) inviti, del tutto inaspettati, per vedere un film al cinema insieme, bersi una birra in compagnia, fare quattro chiacchiere guardandosi in faccia vicendevolmente.
In una società dove molto spesso le persone sono totalmente disinteressate alla conoscenza un po’ più approfondita del prossimo oppure dove i criteri di selezione d’interazione col prossimo sono così follemente alti e spesso dettati da una ricerca di uno sterile ideale (che può non corrispondere a ciò che in realtà si vuole realmente), questo è un segno che siamo ancora “umani” e la cosa più triste è che tale “umanità” passa sempre di più per questi contesti (spesso afflitti da un rumore di fondo di “disperati” e “maniaci”) e sempre di meno per i contesti più naturali: almeno, questa è la mia esperienza attuale e, per molti versi, passata.
Ho assistito al divenire della conoscenza in amicizia, in relazione amorosa e/o in relazione sessuale.
Trovo che tra gli obiettivi di un individiduo ci debba essere il relazionarsi col prossimo: è sacrosanto che in certi periodi della propria vita si cerchi la solitudine o l’isolamento (io stesso copulo spesso e con piacere con solitudine…) ma amicizia, amore e sesso sono tre aspetti fondamentali della buona vita.
Privarsene volontariamente o negarsi tali possibilità è sciocco.
Altrettanto sciocco è pensare che un blog e le persone che gravitano intorno alla blogosfera non possano essere, aprioristicamente, potenziali amici, partner sessuali o compagni in una relazione.
Sembra che ci sia la convinzione che chi è presente nei “social network” sia un’entità astratta e possa vestire solo una maschera per cercare la “scopata facile” (come mi ha scritto una persona) e perversa/frustrata o, più semplicemente, di essere considerato quando non si scomoda addirittura la teoria che chi gravita su Internet alla ricerca (o ammettendone la possibilità) di conoscenze sia una persona di basso profilo con problemi sociali.
Che un’interazione basata solo su Internet sia di “serie B” mi trova d’accordo: le persone devono vivere i  rapporti interpersonali frequentandosi ed incontrandosi.
Però la mia domanda è: se voi incrociaste Tizio per strada, in discoteca, in un locale, ad una festa, ecc. e lo sentiste parlare di sé o dei suoi pensieri per un tempo sufficientemente lungo da farvene un’impressione positiva e reputarlo interessante, non lo avvicinereste per scambiarci quattro chiacchiere (timidezza a parte)? Dopo aver favellato un po’, non vi verrebbe voglia di proporre d’incontrarvi ancora per rifavellarci ancora o, se ha risvegliato altre curiosità, per interagirci in altro modo?
Se avete risposto di sì alle due domande di cui sopra, perché non può essere concepibile lo stesso iter in un blog?
Qualcuno scrive  ”ognuno dovrebbe far quello che gli pare, se non nuoce agli altri” ma non nuoce prima di tutto a sé stessi precludersi magari forzatamente tutto ciò?

Direi che è venuto il momento di chiudere quest post fiume: non me ne voglia chi si sente chiamato eccessivamente in causa e gettato in cattiva luce. Non è mia intenzione “giustiziare” nessuno ed inoltre ci tengo a sottolineare che non ritengo affatto che il rapporto con gli altri debba passare solo ed esclusivamente per Internet: per quanto cada spesso nella tentazione di percorrere questo senso unico (complice il mio presente non proprio rispondente alle mie aspettative) sono consapevole che l’universo di un individuo ruota attorno ed intorno a moltissimi altri aspetti (anche non riguardanti la sfera relazionale).

Che dire di più se non un “complimenti” perché siete arrivati fino alla fine di questo post, dimostrando una pazienza non da molti ma, sopratutto, un interesse nei confronti dello stesso che forse non vi aspettavate nemmeno voi e che sicuramente, anche per attimo, porta a riflettere.

À la prochaine…

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  • 2 anni fa
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Istruzioni per l’uso #1

A costo di apparire noioso e pedante, voglio scrivere questo post per ribadire un concetto che mi sembra sfugga a molte persone che frequentano questa blogosfera.
Non dimenticatevi che ci sono esseri umani dietro ad un blog e che gli esseri umani, seppur spesso con risultati disastrosi, sono in grado di socializzare. Non nuoce gravemente alla salute tentare di conoscere una persona anziché sfogliare distrattamente pagine web.
Perché dico per l’ennesima volta ciò? Perché questo tema mi sta a cuore. Trovo estremamente riduttivo urlare al mondo i cazzi propri senza nessuna volontà d’interazione. E’ una nuova terapia di counseling? Terapia fallimentare dal mio punto di vista.
Il passo successivo alla lettura di un mio blog è commentarne un post. Ok, bene. Perché lasciare commenti stitici o nonsense? C’è qualche gara per fare il Pollicino di turno che lascia molliche di pane in giro e che mi sono perso?
Splinder mi sembra sempre di più una landa desolata. Ci sono centinaia di utenti online ogni giorno eppure si evitano accuratamente. Scrivono frasi pompose sul “chi sono” senza rendersi conto che in pochi leggono e s’interessano a ciò che viene scritto.
Insomma, una vita in questa blogosfera vissuta in capsule a tenuta stagna.
Tutto ciò ha senso?

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  • 2 anni fa
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Parole (e pensieri) alla rinfusa, sconclusionate, pornografiche, scurrili, seducenti; insomma... L'ennesimo blog dell'ennesimo signor Nessuno con velleità di essere Qualcuno.

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