…ma col pensiero e col cuore presente.
Leggi ancora | Pubblicato da evil | Commenti Tag: pensieri, riflessioni, blog, personale, sentimenti, annunci![]()
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…ma col pensiero e col cuore presente.
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Penso che molti di voi già conoscano Twitter. Non mi dilungherò ad esporne pro e contro. Mi limito solo ad affermare che lo trovo un ottimo strumento per quelle che chiamo “supposte di saccenza” ovvero 140 caratteri in cui condensare i miei pensieri (nello stile indicato nella descrizione di questo blog), pubblicizzare il blog e non solo ed essere, si spera, più dinamico rispetto a qui.
http://twitter.com/bloggerinside con la speranza che vogliate infilarvi le supposte nelle vesti di Follower…
Ovvero: ciò che siamo per noi stessi, come appariamo al prossimo (frutto di questa società deviata) e quanti invece sono meritevoli d’attenzioni dai deviati sopracitati.
Molto cinicamente, alla nascita si diviene, immutabilmente, croce o delizia per sé stessi in rapporto con gli altri e si pagano, per il resto della propria vita, le proprie “carenze”.
Che la fortuna vi abbia avuto in gloria…
Inanzitutto voglio ringraziare chiunque ha commentato e continua a commentare il post che precede questo: mi fa piacere constatare che ci sono persone interessate e coinvolte dall’argomento.
Detto ciò, credo sia opportuno rispondere a molte di queste persone e a molte riflessioni parallele che sono nate con un post a sé stante.
La premessa delle premesse è che tutto quello che scrivo non ha alcuna pretesa di essere imposto o considerato collettivamente come Verità: mi rendo perfettamente conto che possono esserci persone che la pensano diversamente da me e, per quanto sia una persona che se crede in un’idea cerca di convincere il prossimo ad abbracciarla, tollero la coesistenza di idee differenti tra loro anche se, com’è comprensibile, non mi astengo dal criticare, talvolta anche con toni accesi, ciò che non condivido.
Esaurito il doveroso cappello introduttivo, veniamo a noi…
Si è riflettuto sul perché aprire un blog. Io rimango dell’idea che un blog si apre se si vuole esplicitamente uno o più lettori: in caso contrario ci sono strumenti indubbiamente più efficaci ed ha senso che rimanga privato ciò che non si sente la necessità di far condividere attivamente.
E’ vero che nella (a)varietà di questo mondo ognuno ha i suoi (mas)turbamenti mentali: si va dal sottoscritto in cerca di una platea, a chi utilizza un blog come valvola di sfogo, passando per chi usa l’incipit “caro diario…” per i suoi post. Tutte scelte che hanno una propria dignità e, indubbiamente, possono essere utili alla persona ma rimane il fatto che, a meno di non rendere privato un blog, tutto passerà inevitabilmente per la visione altrui dei nostri sfoghi e/o del nostro diario e, a meno di non impedire di commentare, qualcuno si fermerà e lascerà una traccia del suo passaggio.
Insomma, che effetto farebbe immaginarsi qualcuno che, in mezzo ad altre persone, parla di sé stesso a voce alta senza rivolgersi a nessuno oppure senza curarsi del fatto che sia ascoltato e/o che riceva una risposta e ne faccia scaturire una conversazione?
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A costo di apparire noioso e pedante, voglio scrivere questo post per ribadire un concetto che mi sembra sfugga a molte persone che frequentano questa blogosfera.
Non dimenticatevi che ci sono esseri umani dietro ad un blog e che gli esseri umani, seppur spesso con risultati disastrosi, sono in grado di socializzare. Non nuoce gravemente alla salute tentare di conoscere una persona anziché sfogliare distrattamente pagine web.
Perché dico per l’ennesima volta ciò? Perché questo tema mi sta a cuore. Trovo estremamente riduttivo urlare al mondo i cazzi propri senza nessuna volontà d’interazione. E’ una nuova terapia di counseling? Terapia fallimentare dal mio punto di vista.
Il passo successivo alla lettura di un mio blog è commentarne un post. Ok, bene. Perché lasciare commenti stitici o nonsense? C’è qualche gara per fare il Pollicino di turno che lascia molliche di pane in giro e che mi sono perso?
Splinder mi sembra sempre di più una landa desolata. Ci sono centinaia di utenti online ogni giorno eppure si evitano accuratamente. Scrivono frasi pompose sul “chi sono” senza rendersi conto che in pochi leggono e s’interessano a ciò che viene scritto.
Insomma, una vita in questa blogosfera vissuta in capsule a tenuta stagna.
Tutto ciò ha senso?
Devo dire che il fatto di ieri, ovvero il Royal Wedding, ed alcuni gossip di contorno mi hanno fornito materiale ed ispirazione per questo post e, più in generale, ha risvegliato in me quella voglia di commentare il solite triste teatrino sulla bellezza estetica del corpo femminile e le sue implicazioni erotiche.
Il tutto, ovviamente, da contestualizzare nello scenario italico fatto di grosse contraddizioni, dalla più sterile sessuofobia al falso perbenismo che nasconde invece parafilie da brivido.
A cosa mi sto riferendo? Alla Pippa! Non quella decanta da Immanuel Casto (segue video) ma…
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Post forse autoreferenziale ma comunque sintetico e poco fastidioso: per chi vuole saperne di più riguardo questo blog, ho partecipato ad un’intervista automatica proposta da un sito che fa il verso a molti social network e che, a mio avviso, ha un’utilità.
Chi fosse interessato trova l’intervista qui: http://bit.ly/gmRTeS
Buona lettura.
Bloggerinside approda anche su tumblr…
Vi sembrerà ridondante che una persona possa avere un blog su più piattaforme ma io ritengo che un blog ha senso solo se ha lettori e, quindi, più visibilità si ha più viene diffuso il messaggio.
Il blog originario lo potete trovare su http://bloggerinside.splinder.com/ che, nel mentre, potete consultare se siete curiosi. Man mano che la voglia ci sarà (nonché il tempo) provvederò a recuperare il gap importando i post mancanti.
Naturalmente se ci saranno lettori…
Prendo spunto da un commento lasciatomi per chiarire meglio (se qualcuno ne fosse interessato) gli intenti che mi hanno mosso in passato e mi muovono nella gestione di questo blog e perché ci tengo, per amor proprio, a sottolineare ciò che NON sono (semmai dovessi dare quest’immagine a qualcun’altro).
Questo blog è nato, anni orsono, su suggerimento di una persona, mia conoscente “virtuale”. E’ lei la madre del nome di questo blog ed è lei che mi ha spinto ad aprire e scrivere blog. Prima di questo invito, il concetto di blog mi tangeva ed attirava molto poco.
Non è mai stata mia intenzione impostarlo in un’ottica di diario personale (blog che personalmente non amo, sopratutto quando tendono alle geremiadi), né di dedicarmici in modo totalmente disinteressato: l’obiettivo che mi sono sempre posto, e che mi pongo tutt’oggi, era quello di avere dei lettori, di riuscire a fidelizzare gli stessi (e, quando accade, significa che qualcosa di sensato la si stà scrivendo…) nonché di instaurare un qualsiasi tipo d’interazione con gli utenti di Splinder.
Per essere diretto, non ho mai cercato appositamente nulla di particolare se non la conoscenza, l’incrocio con molte persone attraverso questo mezzo chiamato blog. Eppure, pur non cercando esplicitamente, mi sono trovato a conoscere molte persone, sia virtualmente che in carne ed ossa, e molte di queste conoscenze si sono trasformate in amicizie, relazioni sessuali e relazioni amorose e TUTTE queste persone si sono trovate di fronte una persona che si è comportata, nei loro confronti, con correttezza e con rispetto: nessuna tela di ragno è stata tessuta (da quando l’ascendente e l’essenza di una persona sono definibili come tali?) e nessuna falsa dichiarazione d’innocente amicizia è mai stata spergiurata.
Mi dispiace doverlo riconoscere (forse sarà oggetto di un post futuro) ma il cosidetto “mondo reale” è sempre di più orientato al rifiuto o alla complicazione della conoscenza del prossimo per pregiudizi o per l’attaccarsi a modelli ideali frutto della più completa idiozia.
In questo blog l’ho ribadito più volte e, paradossalmente, proprio questo blog è stata, ed è, una finestra sul mondo che ha permesso di far “fermare” coloro che passavano di qui per caso e di volersi soffermare a voler conoscere meglio l’autore del blog, scenario che nella “realtà” è più unico che raro.
Si radiografa l’individuo di turno e, se lo si bolla come “qc passed”, ci si arrovella per avvicinarlo (timorosi di essere mandati qui), in caso contrario… Beh, in caso contrario perché perdere tempo con chi non risponde agli n^n canoni di adeguatezza?
Qui, per quanto ripeto non mi piaccia tale conclusione, invece mi sono trovato a vivere situazioni che nella “vita reale” probabilmente non avrei mai vissuto. Ma questo non perché evil sia profondamente diverso da come appare qui: è la stessa persona, forse leggermente meno romanzata ma sempre con gli stessi contenuti ed attributi e, a scanso di equivoci, non è un animale asociale che trova solo nel virtuale occasioni di socialità. Gli amici in carne ed ossa conosciuti al di fuori di Internet sono la maggioranza e sono quelli che frequento più assiduamente (per quanto sia un lupo solitario) e che mi danno di più (principalmente perché credo nei rapporti vissuti in carne ed ossa).
L’autore del commento sopracitato mi chiede anche, ironicamente, se è meglio un blog od una chat per avere un partner. Io gli rispondo che parliamo semplicemente di due mezzi per poter conoscere una persona e che, non solo entrambi sono talvolta più efficaci della conoscenza con mezzi più tangibili ma che entrambi consentono di avere una visione più chiara del prossimo. Se poi qualcuno cade nelle tele del ragno… Beh, la colpa è sia del ragno ma anche della preda. Nella vita bisogna vaccinarsi, sempre.
Sempre assecondando le richieste del commentatore, sembra che ci sia una consecutio logica nell’ordine dei miei post. Nulla di tutto ciò: i mei post, indirettamente, sono stati uno specchio della mia realtà vissuta nei singoli istanti.
Molti troveranno un “buco” di qualche anno in questo blog e tentativi di ripresa che non si sono mai concretizzati, se non qualche settimana fa. Perché? Per un motivo semplice e banale quanto genuino: perché ad un certo punto della mia vita non mi attirava più scrivere, non avevo spunti ed avevo altre priorità. That’s (quite) all folks!
Concludo dicendo che non c’è trucco, né inganno: chi vuol esser lettore sia, del futur non v’è certezza…
Vi siete fermati su questo blog, non potete negarlo… La dimostrazione è la lettura di questo post.
Esaurita tale premessa e qualora aveste voglia di spulciarlo (anche distrattamente, intendiamoci) con l’allegra combriccola Pager, Archivio (alla vostra sinistra) e Categorie (alla vostra destra), qual è il post che trovate più interessante e quale, com’è facilmente intuibile, quello che trovate meno interessante?
Come ho sempre sostenuto, un blogger ha senso che esista solo se ha almeno un lettore (che potrebbe essere sé stesso…) e, quindi, per invitare alla lettura si deve inanzitutto “sedurre” con gli argomenti più graditi.
Esternate gente, esternate…